Meschino usare il Papa contro il PDF

Meschino usare il Papa contro il PDF

 

C’è qualcuno che sta diffondendo un video risalente all’aprile 2015, in cui Papa Francesco, incontrando i membri della Comunità di Vita Cristiana presso l’aula Paolo VI, ha pronunciato, tra le altre, anche queste parole:

«La Chiesa è la comunità dei cristiani che adora il Padre, va sulla strada del Figlio e riceve il dono dello Spirito Santo. Non è un partito politico. No, non diciamo partito, ma … un partito solo dei cattolici non serve».

Il motivo della diffusione di questo video sarebbe quello di criticare, all’interno del mondo cattolico, la nascita del movimento politico “Il Popolo della Famiglia”. Si tratta dell’ennesimo tentativo di screditare questa nuova interessante esperienza da parte di chi non trova altro di meglio da fare, o da chi, più prosaicamente, ha piccole posizioni di rendita politica da mantenere.

Mi spiace per tutti costoro, ma devo dire che il Papa ha perfettamente ragione. Un «partito politico di soli cattolici» non ha assolutamente alcun senso. Sarebbe una ridotta di “duri e puri” inesorabilmente destinata a non poter essere inclusiva per sua stessa natura. Semplicemente un nonsense, direbbero gli inglesi. Ma chi usa un simile argomento, chi strumentalizza le parole del Papa in questa maniera per attaccare il Popolo della Famiglia o è in perfetta, totale malafede, o non ha capito che cosa sia davvero il Popolo della Famiglia. La prima ipotesi non merita neppure lo sforzo intellettuale di una risposta. La seconda, invece, postulando la buona fede di chi non ha compreso, un chiarimento potrebbe meritarlo. Il Popolo della Famiglia non è un «partito di soli cattolici», che, come giustamente ha ribadito Papa Francesco, non ha senso e non serve. Il Popolo della Famiglia è un partito che si ispira ai principi della Dottrina Sociale della Chiesa ma che è aperto a chiunque ritenga che per quei principi valga la pena impegnarsi in politica. Ne è prova il fatto che in numerose liste elettorali del Popolo della Famiglia alle scorse elezioni amministrative ci sono stati anche candidati di altre confessioni o religioni, come evangelici e musulmani, o addirittura atei. Gli amici di Civiltà Islamica che hanno aderito fin dall’inizio all’esperienza del Popolo della Famiglia non avrebbero mai potuto far parte di quella stessa esperienza se il Popolo della Famiglia fosse stato un «partito di soli cattolici». Stessa cosa per gli amici evangelici, o per gli amici ortodossi, per gli amici liberali, per gli amici atei, o per gli amici ecologisti che hanno visto nel Popolo della Famiglia l’opportunità di vedere rappresentati valori, principi e ideali in cui credono, indipendentemente dal fatto che questi facciano parte della Dottrina Sociale della Chiesa. Un uso retto della ragione e una coscienza davvero libera può consentire anche a un non cattolico di riconoscersi in quei principi. Ci sono molti cattolici, invece, che non hanno ancora capito – o fanno finta di non capire – che si può difendere il diritto naturale anche senza essere cristiani. Del resto, fu proprio un pagano, il grande Cicerone, ha spiegare che «vera lex, recta ratio, naturae congruens», ossia che la vera legge è l’uso retto della ragione in perfetto accordo con la natura. Non c’è bisogno di essere cattolici – né tantomeno di fare un partito di soli cattolici – per difendere, ad esempio, il fatto che la famiglia sia composta da un uomo e da una donna, o che un bambino abbia bisogno di un papà e di una mamma, o che un essere umano nasca da un gamete maschile e da un gamete femminile.

Mi spiace per i detrattori del Popolo della Famiglia in servizio permanente effettivo, ma le parole del Papa da loro strumentalizzate in questo caso si sono rivelate un’arma spuntata. Mi piace invece ricordare che le ultime due adesioni al Popolo della Famiglia che io ho personalmente raccolto sono di un medico agnostico e di una ragazza buddista.

Credo che questa sia la migliore risposta a tutti quei detrattori.

Gianfranco Amato

Gianfranco Amato

Gianfranco Amato, avvocato, opera attivamente nel campo della bioetica da circa venticinque anni. È conferenziere a livello internazionale su tematiche bioetiche, riguardanti in particolare la famiglia, l’educazione, le dipendenze giovanili, e il diritto naturale. È stato nominato, in qualità di esperto, Direttore del Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio permanente sulle famiglie della Regione Siciliana, con decreto assessoriale n. 81 del 23.5.2023 È stato più volte audito, sempre in qualità di esperto, dal Parlamento italiano, sia al Senato che alla Camera dei Deputati, su proposte di legge attinenti alle tematiche di cui si occupa, in particolare in tema di libertà di opinione e di famiglia. È Presidente nazionale dell’organizzazione Giuristi per la Vita, un gruppo di avvocati, magistrati e docenti universitari che combattono a livello legale in difesa del diritto alla vita, della famiglia e della libertà di educazione. È noto anche in America Latina, soprattutto in Messico, Costa Rica e Cile, dove viene spesso invi- tato, in qualità di esperto internazionale, da istituzioni pubbliche a livello parlamentare, da Ordini Professionali, e da varie Università cui collabora a livello accademico. Ha scritto una quindicina di libri Ha ottenuto il premio “Testimoni 2014” dalla Fondazione Fides et Ratio, e il premio internazionale all’Impegno Sociale 2015 intitolato alla memoria dei giudici martiri Rosario Livatino, Antonino Saetta e Gaetano Costa.