La mia intervista a R.M.F.

La mia intervista a R.M.F.

Il 17 maggio 2016 “Repubblica” titolava con enfasi: «Messico, il Presidente propone la riforma costituzionale sulle nozze gay». Si precisava, infatti, nell’articolo che proprio «in occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia», il presidente messicano, Enrique Peña Nieto, aveva proposto «una riforma costituzionale per legalizzare le unioni omosessuali in tutto il Paese». Seguiva clamore mediatico di quasi tutte le principali testate nazionali, sull’onda del mainstream politicamente corretto che vuole presentare le nozze gay come «conquista del progresso». E così tutta la stampa di regime, e quella connivente, salutava l’ingresso del Messico finalmente progredito nella nella nuova civiltà del Pensiero Unico. Peccato che l’iniziativa presidenziale sia poi miseramente fallita lo scorso 9 novembre quando la commissione affari costituzionali del Parlamento messicano ha bocciato la proposta di Peña Nieto. Bocciatura che è avvenuta, tra l’altro, grazie anche – e non soltanto – al contributo di un uomo venuto dall’Italia: Gianfranco Amato

Ovviamente nel nostro Paese la notizia della sonora bocciatura è stata completamente censurata da tutta la stampa, tranne quello che oramai si può considerare l’ultimo spazio di informazione libera ancora rimasto: il quotidiano “La Croce”. Tutti gli altri giornali, di destra, di sinistra, di centro, laici, pseudocattolici, ecc., hanno semplicemente ignorato la notizia. Per cui i nostri concittadini, essendo rimasti alla notizia del 17 maggio 2016, sono convinti che in Messico la Costituzione sia stata modificata per introdurre il cosiddetto “matrimonio egualitario”. Tutti tranne, ovviamente, i pochi fortunati che leggono “La Croce”. Ad essere onesti c’era, in realtà, un altro organo di informazione che con dovizia di particolari raccontava quello che in realtà stava accadendo in Messico e seguiva con attenzione la mia missione in quel Paese. Si tratta del sito omosessualista “Gayburg”. Ma questa circostanza rende ancora più triste e assordante il silenzio delle altre fonti d’informazione che si autodefiniscono serie.

Anche tutti gli altri mezzi di comunicazione, come tv e radio, hanno sostanzialmente taciuto, tranne rare eccezioni, tra cui Radio Missione Francescana, cui ho rilasciato un’intervista che si può riascoltare su Youtube.

Chi fosse interessato ad avere maggiori ragguagli sul mio tour messicano e su quanto accaduto in quel Paese, può riascoltare l’intervista, magari approfittando del tempo libero che ci concedono queste vacanze natalizie. Auguri e buon ascolto!

 

 

Gianfranco Amato

Gianfranco Amato

Gianfranco Amato, avvocato, opera attivamente nel campo della bioetica da circa venticinque anni. È conferenziere a livello internazionale su tematiche bioetiche, riguardanti in particolare la famiglia, l’educazione, le dipendenze giovanili, e il diritto naturale. È stato nominato, in qualità di esperto, Direttore del Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio permanente sulle famiglie della Regione Siciliana, con decreto assessoriale n. 81 del 23.5.2023 È stato più volte audito, sempre in qualità di esperto, dal Parlamento italiano, sia al Senato che alla Camera dei Deputati, su proposte di legge attinenti alle tematiche di cui si occupa, in particolare in tema di libertà di opinione e di famiglia. È Presidente nazionale dell’organizzazione Giuristi per la Vita, un gruppo di avvocati, magistrati e docenti universitari che combattono a livello legale in difesa del diritto alla vita, della famiglia e della libertà di educazione. È noto anche in America Latina, soprattutto in Messico, Costa Rica e Cile, dove viene spesso invi- tato, in qualità di esperto internazionale, da istituzioni pubbliche a livello parlamentare, da Ordini Professionali, e da varie Università cui collabora a livello accademico. Ha scritto una quindicina di libri Ha ottenuto il premio “Testimoni 2014” dalla Fondazione Fides et Ratio, e il premio internazionale all’Impegno Sociale 2015 intitolato alla memoria dei giudici martiri Rosario Livatino, Antonino Saetta e Gaetano Costa.