Onore ai coraggiosi!

Consola e riempie il cuore di speranza vedere uomini che hanno il coraggio di sfidare la dittatura del Pensiero Unico, per nulla intenzionati a piegare la testa di fronte alle violente e intolleranti minacce degli scherani del Potere, degli aguzzini dell’attuale totalitarismo culturale, degli sgherri di regime, e degli arroganti giannizzeri della lobby omosessualista.

Per questo rendiamo onore al Prof. Umberto Fasol e a Padre Giuliano Bissoli, i quali non si sono per nulla intimoriti quando hanno ricevuto il consueto “pizzino mafioso” da parte dell’associazione omosessualista di turno, dal solito tono minatorio.

Sì, ci riferiamo al comunicato stampa rilasciato dal Circolo Pink di Verona, che merita di essere integralmente trascritto:

«La politica omo-transfobica che l’istituto scolastico Stimate sta portando avanti in vista delle prossime elezione comunali. Questa mattina abbiamo preso il telefono in mano e abbiamo chiamato prima padre Bissoli, direttore del Teatro Stimate, e poi anche il preside delle Scuole alle Stimate di Verona, istituto cattolico paritario molto famoso in città.

La domanda che abbiamo posto a padre Bissoli riguardava la gestione del calendario del teatro mentre al preside abbiamo chiesto come mai una scuola dalla grande tradizione cattolica, con una mission improntata sul rispetto come le Stimate, dava spazio alle conferenze omofobe di Gandolfini, Amato e Povia.

Giovedì p.v. 23 marzo, al Teatro Stimate, ci saranno infatti Gianfranco Amato (Giuristi per la vita e co-fondatore del movimento politico del Popolo della Famiglia) e il cantante Povia mentre il 31 marzo, sempre nella stessa sala, parlerà Massimo Gandolfini. Conosciamo molto bene i personaggi e non c’è bisogno di presentazione: il portato discriminatorio che ogni volta esprimono nelle loro conferenze è sempre molto forte e alla base di gran parte del pensiero cosiddetto “NO-GENDER”.

Padre Bissoli ha risposto che loro ospitano chi vogliono, liquidando così la telefonata e ha concluso: “In ogni caso a decidere il calendario del teatro è la scuola”.

Dal canto suo il preside, prof. Umberto Fasol, ci ha risposto che Amato e Gandolfini sono molto coraggiosi nel fare quello che fanno, che condivide in gran parte il loro pensiero, che sono due voci fuori dal coro e che ormai siamo cosi bombardati da contenuti omosessuali tramite la TV (ha portato l’esempio di Sanremo) per cui va bene dar voce anche a loro, nel rispetto di tutti naturalmente – ha precisato. Il preside ci ha pure detto che, nel caso di Amato, la scuola concede la sala ma che l’organizzatore è un altro, ossia Il Popolo della Famiglia, che sostiene uno dei candidati a sindaco di Verona, Filippo Grigolini. Anche le Stimate son scese in campagna elettorale.

Non è la prima volta che al Teatro Stimate si ospitano personaggi dal chiaro e palese pensiero omofobico, era già successo nel 2014 e 2016. Sentirsi dire da un preside scolastico che condivide in gran parte il pensiero di Amato e Gandolfini è, a nostro parere, molto grave: significa solamente repressione e discriminazione nei confronti di quei giovani gay, lesbiche e trans che frequentano le Stimate, altra riflessione non si può fare.

Le Stimate sono una scuola paritaria, coprono tutto l’arco “educativo” scolastico, il titolo della loro mission è “Educare le nuove generazioni alla libertà e alla responsabilità”.

In città e in provincia sono molto conosciuti e il portato culturale ed “educativo” di questo appoggio è molto pesante. Quello che possiamo dire è che quando una scuola non riesce ad avere rispetto delle differenze ha in parte fallito nella sua missione formativa.

Altro è l’appoggio politico che la Scuola e il Teatro danno al candidato sindaco del Popolo della Famiglia, aspetto da non sottovalutare, dato che molti dei relatori e portatori del pensiero “NO GENDER” hanno trovato in Verona uno dei terreni politici e culturali più fertili d’Italia.

La partita elettorale si gioca adesso anche dentro le scuole veronesi. Circolo Pink Verona».

L’unica cosa esatta di questo comunicato si trova alla fine, quando si precisa che «molti dei relatori e portatori del pensiero “NO GENDER” hanno trovato in Verona uno dei terreni politici e culturali più fertili d’Italia». E’ vero, e questo fa onore ai veronesi!

Beh, visto che lo stesso Circolo Pink ha definito le Stimmate come «una scuola dalla grande tradizione cattolica», occorrerebbe ricordare agli stessi dirigenti di quel Circolo che la Chiesa cattolica, apostolica, romana, in persona del suo massimo rappresentante, Papa Francesco, sulla teoria gender si è espressa eccome.

Papa Francesco, infatti, non ha perso occasione per denunciare l’insidiosa e devastante pericolosità della ideologia gender. L’ha definita addirittura una «bomba atomica» nel suo libro “Questa economia uccide”, e «uno sbaglio della mente umana che crea tanta confusione» parlando ai giovani di Napoli il 21 marzo 2015, nonché «una colonizzazione ideologica che avvelena l’anima e la famiglia» nel suo discorso di apertura del convegno ecclesiale della diocesi di Roma, tenuto in piazza San Pietro il 14 giugno 2015. Parlando ai vescovi polacchi lo scorso 27 luglio, nell’ambito della Giornata Mondiale della Gioventù, poi, Francesco ha usato parole inequivocabili: «In Europa, in America, in America Latina, in Africa, in alcuni Paesi dell’Asia, ci sono vere colonizzazioni ideologiche. E una di queste – lo dico chiaramente con “nome e cognome” – è il gender! Oggi ai bambini – ai bambini! – a scuola si insegna questo: che il sesso ognuno lo può scegliere. E perché insegnano questo? Perché i libri sono quelli delle persone e delle istituzioni che ti danno i soldi. Sono le colonizzazioni ideologiche, sostenute anche da Paesi molto influenti. E questo è terribile!». L’ultima occasione in cui il Papa ha denunciato la pericolosità della ideologia gender è stato durante il suo recente viaggio in Georgia dove, dopo aver parlato di «gender come guerra mondiale contro la famiglia», ha spiegato ai giornalisti che il suo attacco riguarda proprio quella «cattiveria data dall’indottrinamento del gender nelle scuole». Piccolo particolare, la condanna di questa pericolosa e devastante ideologia, oggi è inserita anche in un documento del Magistero della Chiesa Cattolica. Si tratta del punto 56 dell’Esortazione Apostolica “Amoris Laetitia” (n.56): «Un’altra sfida emerge da varie forme di un’ideologia, genericamente chiamata gender, che nega la differenza e la reciprocità naturale di uomo e donna. Essa prospetta una società senza differenze di sesso, e svuota la base antropologica della famiglia. Questa ideologia induce progetti educativi e orientamenti legislativi che promuovono un’identità personale e un’intimità affettiva radicalmente svincolate dalla diversità biologica fra maschio e femmina. L’identità umana viene consegnata ad un’opzione individualistica, anche mutevole nel tempo. E’ inquietante che alcune ideologie di questo tipo, che pretendono di rispondere a certe aspirazioni a volte comprensibili, cerchino di imporsi come un pensiero unico che determini anche l’educazione dei bambini».

Il Papa è arrivato addirittura a fare un accostamento tra ideologia gender e nazionalsocialismo. Nel suo viaggio di ritorno dalle Filippine, il 19 gennaio 2015, infatti, Francesco, rispondendo ad una domanda di Jan-Christoph Kitzler, giornalista della radio tedesca Ard, è tornato ancora una volta a parlare della teoria gender definendola «una colonizzazione ideologica» identica a quella praticata attraverso l’indottrinamento della «Gioventù Hitleriana» durante gli anni bui del regime nazionalsocialista del Terzo Reich.

Ora, è davvero singolare che il Circolo di un poco conosciuto movimento omosessualista pretenda di impedire ad «una scuola dalla grande tradizione cattolica» di condividere il pensiero del Capo della Chiesa cattolica. In realtà non è, poi, così singolare. E’ l’espressione evidente dell’intolleranza dei piccoli kapò del Pensiero Unico, e il pericoloso strisciante tentativo di discriminare i cattolici in Italia.

Fermiamo questa inquietante deriva totalitaria, prima che sia troppo tardi.

Gianfranco Amato

Gianfranco Amato

Gianfranco Amato, avvocato, opera attivamente nel campo della bioetica da circa venticinque anni. È conferenziere a livello internazionale su tematiche bioetiche, riguardanti in particolare la famiglia, l’educazione, le dipendenze giovanili, e il diritto naturale. È stato nominato, in qualità di esperto, Direttore del Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio permanente sulle famiglie della Regione Siciliana, con decreto assessoriale n. 81 del 23.5.2023 È stato più volte audito, sempre in qualità di esperto, dal Parlamento italiano, sia al Senato che alla Camera dei Deputati, su proposte di legge attinenti alle tematiche di cui si occupa, in particolare in tema di libertà di opinione e di famiglia. È Presidente nazionale dell’organizzazione Giuristi per la Vita, un gruppo di avvocati, magistrati e docenti universitari che combattono a livello legale in difesa del diritto alla vita, della famiglia e della libertà di educazione. È noto anche in America Latina, soprattutto in Messico, Costa Rica e Cile, dove viene spesso invi- tato, in qualità di esperto internazionale, da istituzioni pubbliche a livello parlamentare, da Ordini Professionali, e da varie Università cui collabora a livello accademico. Ha scritto una quindicina di libri Ha ottenuto il premio “Testimoni 2014” dalla Fondazione Fides et Ratio, e il premio internazionale all’Impegno Sociale 2015 intitolato alla memoria dei giudici martiri Rosario Livatino, Antonino Saetta e Gaetano Costa.